
Tante cose mi capiterà forse di raccontarvi della mia trasferta in quel di Budapest per lo Sziget Festival, ma provate a immaginare questa scena: bandiere biancazzurre che sventolano nella calca sotto al palco di Enzo Avitabile e tutti, noi profughi napoletani in terra magiara alle prese con una lingua incomprensibile, ma anche francesi, tedeschi, olandesi, e chissà cos'altro, ad innalzare all'unisono il coro "olè olè olè, enzo, enzo" battendo in sincrono le mani, tanto che a un certo punto mi sò immaginato un Busiello in estasi sullo scaletto a improvvisare un assolo di ciaramella.
Oppure la notizia della vittoria contro il Vllzania giuntami via SMS direttamente da Simonelli, che mi ha fatto prorompere in un grido sconsiderato nel bel mezzo dell'esibizione di Rhoda Scott, ottima jazzista di colore, e tutta la gente che mi guardava come a dirmi "uè scè, ancora nunn'ha furnut'a canzone". Tanta era la gioia che mi sono strappato una promessa, Fiore già sa: al ritorno vengo allo stadio in ciavatte e costume, grattiamoci anche se non mi sembra il caso, tanto sarà una partita relax.

Appuntamento al 28 allora, la stagione ricomincia ufficialmente, io ho poco tempo per apparare i soldi per l'abbonamento e non posso neanche smettere di bere per risparmiare che mi arrugginisco, come Bender.